“Nutrire il pianeta”, certo, e prima ancora imparare a nutrire il proprio territorio – Giacomo Mojoli – docente universitario e giornalista.

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La Scuola Ambulante intende recuperare e valorizzare l’agro biodiversità alpina integrandola nei processi culturali, sociali ed economici delle comunità locali  e facendone risorsa per una modernizzazione agricola della montagna capace di misurarsi con i temi della sostenibilità, della sovranità alimentare, delle filiere identitarie e della produzione di cibo buono, pulito, giusto ed etico.

L’agrobiodiversità, e più in generale la biodiversità, può essere interpretata come una risorsa locale per proporre modelli di sviluppo nel segno della green economy, ma per diventare fattore di sviluppo è necessario che sia percepita come un elemento distintivo appartenente al patrimonio naturale e culturale del territorio. E’ necessario che il sistema locale intraveda una serie di utilità nell’impiego della biodiversità e che si doti coerentemente di una serie di infrastrutture materiali ed immateriali orientate alla sua difesa, recupero e valorizzazione

Senza voler ripercorrere tardi e male esperienze realizzate in altri contesti, il progetto Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile di Montagna mira a realizzare una struttura leggera orientata al recupero e alla valorizzazione dell’agrodiversità della Montagna. Una scuola-laboratorio dove realizzare, prototipizzare e mettere a valore sistemi di coltivazione agricola basati sui patrimoni di agrobiodiversità.


scuola ambulante di agricoltura sostenibileUna Scuola che si ricollega all’esperienza storica delle Cattedre Ambulanti di Agricoltura che furono per quasi un secolo la più importante istituzione di istruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici. A distanza di tempo è importante sottolineare come l’insegnamento “diffuso” nella campagna italiana, proprio delle cattedre ambulanti, fu in grado di apportare significativi miglioramenti.


Obiettivi della Scuola Ambulante di Agricoltura

  • recupero e salvaguardia della agro-biodiversità alpina, con particolare riguardo per le varietà orticole, frutticole e cerealicole che sono alla base della dieta alpina, oggi a rischio per il progressivo abbandono dell’agricoltura e la loro sostituzione con varietà non autoctone. Recupero e salvaguardia ottenuta attraverso la promozione e lo sviluppo di un’attività agricola sostenibile, biologica e biodiversa da parte dei giovani del territorio e la diffusione orti nelle scuole e nei comuni
  • sviluppare e consolidare la rete esistente di “coltivatori custodi” al fine garantire la sostenibilità futura dell’attività di recupero e salvaguardia dell’agrobiodiversità
  • sostenere la nascita ed il consolidamento di aziende agricole e cooperative sociali fondate su sistemi e modelli di agricoltura sociale e relazionale il cui obiettivo non è unicamente produrre cibo in sè ma produrlo in forme condivise, etiche e sostenibili curando anche l’inserimento di soggetti svantaggiati e/o a rischio di esclusione sociale
  • rendere effettivo il rapporto tra territorio e produzioni identitarie attraverso la produzione e il consumo di prodotti dell’agrobiodiversità locale e la costruzione di filiere integrate “dal seme alla tavola”
  • certificare i prodotti dell’agrobiodiversità locale da un punto di vista nutrizionale e promuovere, attraverso eventi e attività di comunicazione, una dieta alimentare e uno stile di vita sani ed equilibrati. 


Riferimenti

I Taccuini di un frutticoltore di fine ottocento, Andrea Credaro, Banca popolare di Sondrio, 2012

Gli agronomi in Lombardia. Dalle cattedre ambulanti ad oggi, Osvaldo Failla, Gianpiero Fumi (a cura di), F. Angeli, Milano 2006

 


 

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