Giovanni Peratoner - Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile
Giovanni Peratoner del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg (Bz) alla lezione su “grani antichi e filiera del pane” – 4 luglio 2015

Con la finalità di presentare un “progetto di filiera” abbiamo chiesto a Giovanni Peratoner del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg (BZ) di  presentarci il Progetto REGIOGRANO – REGIOKORN. Le slide che presentiamo sono state presentate il 4 luglio a Lunalpina Fattoria Creativa. Buona visione


Il progetto Regiograno – Regiokorn, nato nel 2011, si pone come obiettivo principale quello di dare nuova vita alla coltivazione dei cereali in Alto Adige, creando una stretta rete di collaborazione tra agricoltori, mugnai e panificatori. Dal 2011 in Val Pusteria, Val Venosta e Valle Isarco è stata attivata una rete di collaborazione che vede coinvolti produttori di sementi, agricoltori, mugnai e panificatori, con l’obiettivo di dare nuovi impulsi alla coltivazione dei cereali.Regio Grano - Regiokorn - Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile


 “Proprio ora che la globalizzazione ha portato il mondo alimentare a essere sempre più anonimo, gli ingredienti arrivano da Paesi distanti e anche la lavorazione avviene lontano da noi, i prodotti regionali autentici con una storia alle spalle stanno risvegliando nuovamente l’interesse dei consumatori”. Bettina Schmid del TIS Innovation Park


L’Alto Adige ha una lunga tradizione nella coltivazione di cereali: attorno al 1950 ogni maso coltivava il suo campo di cereali e questi si estendevano su una superficie di circa 30 mila ettari, rappresentando una parte integrante dell’agricoltura locale. Il passaggio da una produzione diretta al mantenimento dell’individuo o della famiglia ad un’economia di mercato rivolta soprattutto ai settori frutticolo e lattiero ha ridotto la coltivazione di cereali a tal punto, che nel 2000 gli ettari rimasti erano solamente 243.

filiera cerealicola montagna 2



quali sono i principali motivi della riduzione delle superfici a cereali in montagna?

  •  Transizione da un’agricoltura di sussistenza ad una specializzata (zootecnia, frutticoltura….)

  • Aumento del divario tra i costi di produzione in montagna e in pianura

  • L‘irrigazione che ha reso possibile la trasformazione delle aree a cereali in prati, frutteti, orti (es. Val Venosta)


…. e quali sono le principali motivazioni per una ripresa delle produzioni cerealicole in montagna?

filiera cerealicola montagna 4a



 Obiettivo del progetto

Sviluppo ed incremento della redditività della filiera cerealicola mediante il sostegno tecnico e il coordinamento degli attori della filiera dalla coltivazione alla trasformazione fino alla commercializzazione.


diagramma di flusso del progetto Regiograno – Regiokorn

  1. sostenere e rappresentare l’intera filiera – chi fa che cosa nello sviluppo della filiera cerealicola
  2. scelta mirata degli attori perché la scelta e la motivazione dei soggetti protagonisti consente di prevenire / risolvere in partenza buona parte dei problemi che si incontreranno nel percorso
  3. scelta mirata dei cereali da produrre – Cereali “di montagna” (rustici) con possibilità di impiego in ricette tradizionali locali
  4. garantire la trasparenza nella filiera
  5. standard qualitativi elevati dal punto di vista ambientale
  6. standard qualitativi elevati dal punto di vista tecnologico
  7. prezzo garantito e remunerativo per l’agricoltore, sostenibile per il panificatore
  8. consulenza capillare per i “nuovi cerealicoltori”
  9. mantenere viva l’attenzione nei confronti del progetto Regiograno – Regiokorn


filiera cerealicola - chi fa che cosa



filiera cerealicola - scelta mirata degli attori





filiera cerealicola - garantire la trasparenza di filiera



filiera cerealicola - definizione prezzo farine




filiera cerealicola - consulenza e formazione agricoltori



filiera cerealicola mantenere vivo il progetto



filiera cerealicola - regiograno in cifre



le questioni aperte…..

  • domanda ancora da soddisfare soprattutto per il biologico

  •  ampliamento dello spettro colturale (frumento, orzo, grano saraceno)

  • utilizzo alternativo per partite che non raggiungono lo standard qualitativo prefissato ma sarebbero ancora panificabili

  • meccanizzazione (mietitrebbia) in nuove aree di produzione

  • stoccaggio dei cereali in azienda per piccole partite





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