Il Piano di Sviluppo Rurale o PSR è il documento programmatico che ogni Regione elabora per utilizzare al meglio le risorse finanziarie che la Comunità Europea destina all’ammodernamento delle zone rurali, per renderle maggiormente vive e competitive e per migliorare la sostenibilità ambientale.  Ogni Regione, sulla base delle specificità territoriali in essa rappresentate predispone un proprio PSR che viene approvato in sede comunitaria. Il PSR è uno strumento attraverso il quale gli attori che operano nel mondo rurale possono accedere a finanziamenti per realizzare progetti e interventi di sviluppo.



agricoltura industriale



Tre Obiettivi – Sei Priorità

La politica di sviluppo rurale individua e conferma  i tre obiettivi strategici di lungo periodo (economico, ambientale e sociale) che consistono nel contribuire a:

  • stimolare la competitività del settore agricolo

  • garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima

  • realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e la difesa dei posti di lavoro.

In linea con la strategia Europa 2020, i tre obiettivi generali del sostegno allo sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 si traducono più concretamente nelle seguenti sei priorità:

  • promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;

  • potenziare la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole;

  • incentivare l’organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo;

  • preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e dalle foreste;

  • incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;

  • promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Queste priorità, corredate dei rispettivi indicatori di obiettivi, stanno alla base della programmazione dei Psr 2014-2020. Viene abbandonata l’organizzazione in assi strategici, che ha caratterizzato la politica di sviluppo rurale 2007-2013.



PSR 2015-2020: le misure

Ad ognuna delle sei priorità individuate sono associate una serie di misure per un totale di 27 misure che caratterizzeranno i nuovi Psr 2014-2020.

Per quanto riguarda le misure, queste sono state ridotte nel numero: attraverso una definizione più ampia della nozione di misura si è passati dalle quaranta della precedente programmazione alle diciotto della nuova programmazione. Misure simili sono state accorpate tra loro, altre sono state introdotte ex novo, altre ancora sono state ampliate nella portata , come la misura sulla cooperazione che potrà riguardare i progetti pilota, la filiera corta, la promozione delle produzioni locali

Tra gli elementi di novità vi è una misura specifica per l’agricoltura biologica che sarà autonoma e separata dalla misura dei pagamenti agro ambientali che, oltretutto, si chiameranno pagamenti agro-climatico-ambientali, a dimostrazione della presenza di nuovi incentivi per gli interventi di contrasto al cambiamento climatico.



agricoltura eroica



le misure più importanti

M 01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione: sostegno a formazione professionale, attività dimostrative e azioni di informazione, scambi interaziendali di breve durata e visite ad aziende agricole e forestali.

M 02 – Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione dell’azienda agricola: sostegno per le prestazioni tecnico-professionali allo scopo di trasferire conoscenze specifiche all’azienda agricola per risolvere problemi concreti, introducendo processi innovativi e sinergie tra imprese.

M 03 – Regimi di qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari: sostegno per promuovere e rafforzare le filiere sostenibili, favorire i processi di certificazione di prodotto e di processo e di etichettatura volontaria, incentivare all’adesione ai regimi di qualificazione delle produzioni certificate, migliorare l’integrazione tra produttori che operano all’interno di regimi di qualità.

M 04 – Investimenti in immobilizzazioni materiali: sostegno agli investimenti dell’azienda agricola per promuovere la gestione sostenibile dei suoli, l’efficienza delle risorse idriche, la qualità delle acque, il contenimento delle specie invasive, la realizzazione di infrastrutture di viabilità e logistica, le buone pratiche per ridurre le emissioni di gas serra e ammoniaca nei processi produttivi, sistemi a elevata efficienza energetica.

M 05 – Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione: sostegno a interventi di prevenzione per contrastare il dissesto idrogeologico, i fenomeni franosi, eccetera con interventi quali per esempio drenaggi, consolidamento dei versanti, eccetera.

M 06 – Sviluppo delle aziende agricole e imprese: sostegno alla diversificazione delle attività delle aziende agricole per migliorare le condizioni economiche dell’azienda e perseguire finalità ambientali, all’avviamento per i giovani, alla creazione di agriturismi e fattorie didattiche, a impianti di produzione di energia da fonti alternative.

M 07 – Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali: occorre far rimanere la popolazione anche nelle zone più svantaggiate e “difficili”, quindi sostegno a banda larga, sistema socio-sanitario assistenziale, ristrutturazione fabbricati rurali, servizi indispensabili di base per evitare l’isolamento sociale.

M 08 – Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nei miglioramenti della redditività delle foreste: confermato il ruolo chiave della selvicoltura per conservare la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici, prevenire l’abbandono dei territori montani, preservare l’ambiente. Sostegni per garantire la valorizzazione anche economica dei boschi per incrementare il nostro potenziale forestale.

M 10 – Pagamenti agro-climatici-ambientali: sostegno alle produzioni sostenibili, al miglioramento della qualità delle acque, alle lavorazioni conservative dei suoli in sostituzione delle arature, alla gestione mirata di agrofarmaci e fertilizzanti per ridurre emissioni e dilavamenti, alla tutela delle razze autoctone a rischio di estinzione.

M 11 – Agricoltura biologica: sostegno per adottare o per il mantenimento di sistemi di produzione biologica.

M 12 (solo per alcune regioni) – Indennità Natura 2000 e indennità connesse alle direttiva quadro delle acque: sostegno alle aziende che devono rispettare rigidi vincoli ambientali perché dislocate all’interno dei siti di Natura 2000 regionali.

M 13 – Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici: sostegno a favore di agricoltori di zone montane o svantaggiate per compensare i loro costi aggiuntivi e i loro mancati guadagni dovuti ai vincoli a cui è soggetta la produzione agricola in zone specifiche. Tutto questo anche per evitare l’abbandono di zone sensibili.

M 14 (solo per alcune regioni) – Benessere degli animali: sostegno all’introduzione di pratiche rispettose degli animali che innalzino il livello qualitativo di vita dell’allevamento.

M 16 – Cooperazione: promuovere il trasferimento di conoscenze e innovazione nelle aziende agricole attraverso progetti che devono risolvere un problema concreto e che prevedono la costituzione di gruppi operativi formati da agricoltori e da enti di ricerca e di altri soggetti appartenenti alla filiera agroalimentare.

M 19 – Sostegno allo sviluppo locale Leader: l’approccio Leader da sempre cerca di costruire interventi integrati dal basso che incorporano il principio di sviluppo locale partecipativo, per diffondere la cultura di impresa, dell’innovazione e della diversificazione. Quindi sostegno allo sviluppo locale nelle sue varie forme, in specifiche zone rurali quali quelle marginali, alla crescita di una progettazione integrata e innovativa, alla concentrazione e razionalizzazione degli strumenti di governance locale.



.. quale sarà lo spazio all’interno della programmazione agricola europea per l’agricoltura di qualità e non di quantità, per l’agricoltura che valorizza le tante agro biodiversità, l’agricoltura eroica e di resistenza delle aree marginali?



 

 

 

 

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