La Valposchiavo, una piccola enclave di lingua italiana inserita nel cantone tedesco dei Grigioni (anche se è presente un’altra minoranza linguistica rappresentata dal romancio e l’taliano è parlato anche in Mesolcina, in Val Calanca, e in Val Bregaglia) ci consente di approfondire l’esperienza e la conoscenza di quelle micro realtà dove comunità di agricoltori, allevatori, ristoratori, operatori turistici e vettori logistici, con il supporto degli enti locali, hanno scelto l’agricoltura biologica come strada principale per ripensare alle forme di vita e di relazione fra gli abitanti, ed a uno sviluppo socioeconomico sostenibile del proprio territorio.. Questa nuova e diversa centralità dell’agricoltura nel contribuire a definire gli standard di qualità della vita delle popolazioni alpine ed a ricostruire comunità di territorio non si esaurisce evidentemente nel solo rapporto con il mercato come avviene nel caso dell’agricoltura convenzionale.

Smart Valley - 100% Bio - Scuola ambulante di Agricioltura Sostenibile

La salvaguardia della biodiversità agricola, la produzione di cibo buono e sano, l’apporto fondamentale nella creazione di filiere territoriali collegate alla valorizzazione dei patrimoni agricoli e gastronomici, il rapporto sempre più diretto tra produzione e consumo; sono tante sono le nuove traiettorie di quell’agricoltura di territorio che ri-diventa fatto sociale e culturale.

Processi avviati 30 anni fa da un gruppo di agricoltori con l’obiettivo di fare della Valposchiavo la prima valle europea interamente biologica, 100% bio. La Latteria di Poschiavo e i coltivatori di erbe officinali sono stati i due principali attori e pionieri del bio non solo a livello locale ma anche a livello confederale. D’altra parte, la ridotta dimensione territoriale ha favorito il processo di riconversione biologica come nel caso della produzione lattiero casearia nel momento in cui la Latteria di Poschiavo ha deciso di lavorare solo con latte certificato biologico.

Antonio Giacomelli, in arte Toni, casaro e garante della qualità del Caseificio Valposchiavo BIO (foto di Federico Pollini)

Nel 1979 Reto Raselli, uno dei pioneri del biologico svizzero, inizia questo percorso con la produzione di erbe officinali. Produzione che nel corso del tempo l’ha fatto diventare uno dei principali produttori svizzeri di erbe officinali conosciuto e riconosciuto a livello confederale. I prodotti di Raselli sono diventati quasi iconici in Svizzera, si trovano dappertutto: nei migliori ristoranti, così come nella distribuzione di alto livello.

Reto Raselli, uno dei pioneri del Biologico della Valposchiavo

Più recentemente, una quindicina di anni fa, si è iniziata ad intravvedere la possibilità di connotare l’immagine anche turistica della Val Poschiavo collegata alla produzione e alla commercializzazione di prodotti biologici perché, ad esempio, sulle confezioni di tisane venivano (e vengono) apposte fotografie del territorio.

Nel 2008 si è aggiunta l’opportunità legata al riconoscimento da parte dell’Unesco del Trenino Rosso del Bernina e questo ha dato un ulteriore slancio alla valorizzazione dell’agricoltura biologica in chiave di paesaggio agricolo e montano. Un Patrimonio dell’umanità dunque non solo rappresentato dalla ferrovia ma da tutto quello che si vede dalla ferrovia.

Valposchiavo Smart Valley BIO

Questo ha fatto si che nel 2011 prendesse avvio il progetto 100% Bio Valposchiavo come continuazione naturale di un processo che si è sviluppato negli ultimi 30 anni a livello agricolo. 100% Bio Valposchiavo non è solo un progetto agricolo ma un progetto di sviluppo del territorio promosso dalla regione Valposchiavo che non ha compiti e funzioni specifici per lo sviluppo dell’agricoltura, ma ha come missione istituzionale quella di favorire lo sviluppo economico del territorio.

Progetto 100% Bio Valposchiavo intende posizionare i prodotti valposchiavini, grezzi o trasformati nella regione, in nicchie di eccellenza seguendo due strategie diverse ma complementari: 1 – Strategia aziendale di produzione e trasformazione 2 – Strategia di marketing – promozione e vendita

Obiettivi Le azioni necessarie per implementare questi due assi d’azione e di conseguenza per raggiungere gli obiettivi sono le seguenti: 1 – Migliorare la performance delle aziende agricole e aziende trasformatrici grazie a nuove infrastrutture e allo sfruttamento di sinergie all’interno del settore primario; 2 – Potenziare la vendita dei prodotti valposchiavini grazie a nuovi mercati, nuovi concetti di vendita, valorizzazione  delle sinergie di filiera; 3 – Generare maggior valore economico e di conseguenza maggiori entrate per le aziende agricole; 4 – Creare e promuovere una linea “Valposchiavo” con garanzia sulla produzione e trasformazione locale e sostenibile.

Il progetto 100% Bio Valposchiavo è collegato alla pianificazione territoriale e, quindi, di gestione del Piano Direttore Regionale, introducendo la tutela e la valorizzazione del paesaggio come elemento principale dello sviluppo del territorio.

Sono state introdotte una serie di imposizioni che sono vincolanti per i comuni e che comportano il fermo delle costruzioni fuori dai nuclei abitati, quindi, favorendo la densificazione dei nuclei. “L’amministrazione regionale ha avviato un processo complesso dal punto di vista giuridico di revisione di quasi tutti i piani di sviluppo delle aree edilizie, industriali, artigianali e commerciali dei comuni, ponendo l’attenzione sulla conservazione dell’area agricola.

L’area agricola era solitamente vista come quello che resta e se c’è bisogno la si occupa. Ora, c’è un cambiamento di atteggiamento della popolazione su questi temi e c’è più interesse a salvaguardare il paesaggio, e quindi è stato introdotto il concetto di “utilizzo agricolo” all’interno del Piano Direttore Regionale che è una cosa che non esiste da nessuna altra parte in Svizzera. E’ stata introdotta una procedura di valutazione preliminare degli interessi di tutti, anche di quelli dell’agricoltura, allorquando viene richiesto di occupare suolo agricolo. Una valutazione per cui si può arrivare ad utilizzare quel terreno agricolo, ma anche no. Nel caso in cui il terreno agricolo venga utilizzato per altre funzioni sono previste tutta una serie di compensazioni, eventualmente liberando altre aree a favore dell’agricoltura o compensando con altre misure”.

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Il progetto ha previsto una partnership con l’ente certificatore Bio Suisse perché gli agricoltori valposchiavini hanno scelto questo sistema di certificazione biologica. Un progetto finanziato con i fondi federali destinati a progetti innovativi a carattere regionale che consentono di fare investimenti anche importanti.

Valutando quello che è stato fatto in questi anni, il governo regionale, è diventato consapevole di essere di fatto impegnato nella costruzione di una Smart Valley.

Gli elementi che caratterizzano una Smart Valley sono stati tematizzati: agricoltura, paesaggio, mobilità, sistema delle formazione, pianificazione territoriale, turismo, ristorazione, energie rinnovabili.


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