Perché un artista, una sociologa, un bracciante agricolo, un decoratore edile, una fotografa, un’impiegata della motorizzazione svizzera, un’organizzatrice, un tour manager, un perito meccanico e un sommelier sono idonei a creare una cooperativa agricola?

“Karadrà” è un progetto legato al nuovo concetto di multifunzionalità che assegna all’agricoltura – oltre alla sua funzione primaria di produzione di cibo – anche il compito di fare nuove comunità, di tutelare il patrimonio culturale e naturale di un territorio, e di-ridisegnarne le linee di sviluppo socioeconomico e territoriale.

Il basso Salento è una terra fatta di muretti a secco, canali asciutti, ulivi e mandorli solitari. Questa osservazione sulla struttura linguistica e narrativa del paesaggio ha alimentato la nostra idea di agricoltura. Un’agricoltura compatibile e sostenibile con le risorse locali: l’aridocoltura.

L’agricoltura oggi deve confrontarsi con l’aumento dei consumi energetici, con la diminuzione delle risorse, l’incremento della temperatura terrestre e il conseguente processo di desertificazione. Le produzioni agricole devono necessariamente soddisfare tutti questi bisogni per essere essere etiche e responsabili ma anche bastevoli.

attività agricole

Aridocoltura

insieme degli accorgimenti volti a consentire la coltivazione in ambiente arido, cioè in assenza di irrigazione ed in presenza di precipitazioni minime. Questa ci permette di portare sul mercato prodotti naturali cresciuti nel rispetto della terra e della risorsa acqua a costi sostenibili facendoci scoprire che l’evoluzione di per sé ha donato a molte piante la capacità di produrre frutti ad alto contenuto nutrizionale e dalla lunga conservazione.

Da qui il nostro impegno nel recupero delle biodiversità locali. La nostra icona, non a caso, è il pomodoro da Serbo che speriamo presto di poter definire di “Aradeo” (la comunità a cui apparteniamo) per questo lavoriamo da un anno al progetto di censimento e riconoscimento per il registro regionale dei Prodotti Tipici della Puglia.

Siamo al lavoro

da quattro anni siamo impegnati sul territorio con attività culturali e di promozione sociale – negli ultimi due anni abbiamo deciso di impegnare il nostro tempo lavoro anche nei campi, reinvestendo di volta in volta il ricavato di tutto ciò, a sostegno delle spese agricole e della nostra formazione.

Siamo impegnati con:

– 5000 metri d’orto

– 5000 piante di Pomodoro da Serbo

– 400 Alberi di Ulivo

– 2000 metri di Leguminacee

Karadrà - Cooperativa Agricola Produzione Lavoro

Siamo impegnati con la bonifica e il ripristino del Vecchio Fondo Cafazza, in una ricostruzione non solo agricola ma anche storica del territorio, cercando il coinvolgimento della comunità e di altri progetti associativi e istituzionali che abbiano ad obiettivo la vitalità del sistema rurale e la qualità della vita sul territorio.

Si è avviata una mappatura del territorio circostante la zona di interesse agricolo, aprendo un archivio digitale e cartaceo per il censimento del patrimonio naturale e architettonico insistente nell’area.

I motivi che ci hanno portato ad aver scelto consapevolmente il Fondo Cafazza sono legati alle caratteristiche geomorfologiche che ne hanno decretato l’antropizzazione e sviluppo.

Il fondo è attraversato dal sistema di canali dell’Asso, unico sistema idrico naturale di tutta la regione, Zona Umida da tutelare.

Karadrà - Cooperativa Agricola Produzione Lavoro - scuola ambulante di agricoltura sostenibile 9

Stiamo lavorando alla creazione di Karadrà – Cooperativa Agricola Produzione Lavoro, che darà a noi e al nostro territorio la possibilità non di resistere, ma di prosperare.

La sfida più grande per noi è dimostrare e dimostrarci, che è il lavoro che crea lavoro, senza dimenticare che il cibo serve al corpo, come l’arte serve all’anima.


Timeline:

  • Gennaio-settembre 2014 primo campo sperimentale Pomodori d’Inverno.
  • Gennaio-settembre 2015 secondo campo sperimentale Pomodori d’Inverno.
  • Dicembre 2015: Censimento Almanacco BiodiversO Puglia, specie orticola recuperata Pomodoro d’Inverno.
  • Febbraio 2015 : Incontro Agricolo. Specie orticole e varietà antiche. Karadrà e Casa delle Agriculture. Presso Laboratorio Urbano To kalò Fai a cura di Salento Km0.

  • Marzo 2016 : Aradeo e l’Agricoltura, presentazione alla comunità del progetto Biodiverso, mostra fotografica storia Agricola di Aradeo.
  • Aprile     2016: Agricoltura Sociale. Ospiti del convegno presso Istituto istruzione Secondaria Egidio Lanoce, sede secondaria Istituto Agrario Ciccolone assieme al Presidente Nazionale Rete Fattorie Sociale Marco Berardo DiStefano.

Le Pende sono pomodori gialli d’inverno coltivati in aridocoltura. Le bacche arrivano ad assumere tutti i toni del giallo e dell’arancio, senza mai diventare rosse. L’assenza di acqua nella fase di crescita e sviluppo della pianta favorisce la lunga conservazione di questi pomodori, mantenendo inalterate le sue proprietà organolettiche (buccia spessa, polpa succosa e tanti semi) anche per un anno. Le bacche vengono raccolte a completa maturazione, recidendo i grappoli con le forbici, e conservate in reste appese in vecchi fabbricati strumentali in disuso, ben arieggiati, oppure tenuti in ariosi atri porticati. Talvolta vengono appese sui “tiraletti”, dove un tempo si appendevano le foglie di tabacco per l’essiccazione. Tipica dell’entroterra salentino, questa varietà, fuori da ogni mercato e produzione industriale, giunge a noi grazie alle sapienti mani dei contadini custodi e di Karadrà.

Karadrà - Cooperativa Agricola Produzione Lavoro - componenti

 Karadrà è:

Massimo Colizzi, creativo. Un eclettico che ha fatto scelte dure che lo hanno portato a tante rinunce, ma incontro alla vita che vorrebbe raccontare al figlio. La sua idea di materiali lo porta a scegliere contro tempo e prima del tempo di fare arte e di farla con scarti di altro e altri, per ridare valore non solo alle cose ma anche all’opera umana. Lui che per mezza giornata restaura affreschi e per l’altra metà lavora volontario nei nostri campi.

Giulia Carlino, sociologa, che ascoltando storie di migranti della terra capisce che l’integrazione può avvenire se si è stanziali e non nomadi, che per diventare tali bisogna poter costruire una vita in un luogo e che questo passa solo per il lavoro.

Piero Tudisco, che con il suo lavoro ha girato e gira il mondo e si chiede da sempre perché bisogna andar via se qua c’è tutto, i suoi occhi riconoscono le risorse e le sue mani hanno la forza di costruire.

Vittorio Mighali che di quelle vigne, là perse, conosce il nome e il pensiero e a loro vorrebbe dare il suo tempo.

Enrica Chezzi che da madre si domanda cosa del suo mondo rimarrà a suo figlio, i suoi occhi di fotografa vedono la terra giorno dopo giorno deperire.

Roberto Tramacere che, vivendo l’incertezza e la polvere dei cantieri, vuole per sé un lavoro a contatto con la natura.

Lorenzo Giaracuni che, dopo dieci anni di lavoro in fabbrica lontano da casa, decide di tornare per ricominciare da zero.

Roberta Bruno, che decide di tornare indietro dall’Emilia delle Cooperative, con il sogno che il lavoro tutto, anche quello dei campi, non sia più sacrificio ma libera e consapevole scelta.

Tiziana Resta tecnologa per la conservazione e il restauro dei beni culturali, che dopo 13 anni d’assenza torna in questa terra decisa a valorizzarne le sue molte bellezze.

 La globalizzazione ha reso possibile avere tutto, qualsiasi prodotto in qualsiasi luogo e tempo, questo a scapito non solo della qualità ma anche del nostro ambiente e del nostro futuro. La Penda in questo sistema distorto, rappresenta per noi il rispetto del tempo, della stagionalità, della risorsa acqua, della terra e del lavoro dell’uomo… diventa simbolo del cambiamento. La nostra Icona!

Le Pende - Karadrà


Riferimenti

Karadrà, il progetto di una nuova cooperativa leccese da Un Cibo + Giusto

Karadrà: l’aridocultura che rilancia il Salento e unisce generazioni su Italia che Cambia


Fine 🙂

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