Castanella, la crema spalmabile de Cilento

Mi sembra che le comunità rinnovino e aggiornino la loro identità, attraverso modifiche di costumi, di linguaggio, di possibilità alimentari. Sono corpi viventi che non si lasciano imbalsamare in musei. – Erri De Luca, scrittore e poeta

La produzione di Castanella avviata nell’ottobre 2016 all’interno della Cooperativa Agricola “Castagne del Cilento” su iniziativa del Presidente Massimo Oricchio, è una risposta ai due dei principali temi della castanicoltura locale:

  • la riduzione dei quantitativi prodotti a causa della presenza del cinipide;
  • la generazione di valore economico per i produttori di castagne attraverso lo sviluppo di filiera, la creazione di nuovi prodotti, e la valorizzazione delle tipicità gastronomiche collegate al frutto.

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….. un nuovo prodotto identitario del Cilento

come mezzo per dare nuovo valore aggiunto a quella tradizione e alle valenze economiche nonché ambientali e paesaggistiche del Cilento.

E’ una crema spalmabile alle castagne con cacao dove l’elemento identitario del prodotto è costituito dall’utilizzo di castagne prodotte in Cilento ed appartenenti all’ecotipo autoctono rappresentato dal Marrone del Cilento. 

Castanella e la nutraceutica

buon contenuto di carboidrati

basso contenuto di zuccheri

alto contenuto di grassi insaturi (benefici per il colesterolo)

bassissimo contenuto di grassi saturi (cattivi e dannosissimi per il colesterolo)

assenza di grassi animali e di olio di palma

utilizzo di olio vegetale di girasole

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CASTANELLA è esposta a New York nel temporary store di “Official Made in Italy” al 434 di Broadway, 10013, (tra Manhattan e Soho) New York (USA).


La tradizione castanicola nel Cilento interno

ha radici antiche, tanto di costituire una delle coltivazioni tipiche delle aree interne, ed elemento costitutivo di quel paesaggio agricolo allargato a ulivi, viti, ortive e frutta, che si collega alla dieta mediterranea.

Il castagno nel Cilento interno è diffuso un po’ ovunque nella fascia altimetrica compresa tra i 300 m. ed i 1200 m., sia in forma cedua che da frutto. Le piante da frutto più diffuse sono rappresentate dal Marrone di Roccadaspide e dal Marrone del Cilento, si tratta di varietà utoctone.

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Marrone del Cilento

è diffuso specialmente nelle aree di Ascea (Mandìa), Montano Antilia, Cuccaro Vetere e Futani. Si stima che nel territorio del Cilento interno si producano circa 40 mila quintali di castagne, e che la produzione all’interno del Parco Nazionale del Cilento arrivi a 80 mila quintali l’anno.

Fornisce un prodotto destinato prevalentemente ad essere consumato fresco, ma presenta ottime caratteristiche di lavorabilità; non a caso, è richiesto in gran quantità sul mercato irpino quale complemento necessario per la produzione locale di castagne lavorate

Nella propria zona d’origine, il Marrone del Cilento viene conservato secco, o, in seguito a macinazione, trasformato in farina di castagne, che trova il proprio impiego sia nell’industria dolciaria e sia presso le famiglie o le botteghe artigiane locali, che la impiegano nella preparazione di prodotti tipici.

L’impiego più interessante della farina di castagne è, probabilmente, quello relativo alla produzione di pasta alimentare fresca. La produzione di “pasta di castagne” è legata prevalentemente alle tradizioni del comune di Rofrano. Qui, la farina di castagne veniva utilizzata quale complemento a quella di grano per la preparazione della pasta fresca. Alla miscela costituita dalle due farine in parti uguali, impastata a mano con l’acqua, veniva data la forma di cilindretti pieni delle dimensioni di un bucatino: i triiddi.

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triddi – ph. Scatti di Gusto

Questo tipo di pasta, ormai non più soggetto al consumo quotidiano, ma considerato un piatto tradizionale di Rofrano, si presta da sempre ad essere condito con aglio, olio e peperoncino. Altri condimenti contrasterebbero con il sapore proprio, caratteristico, conferito alla pasta dalla presenza della farina di castagne. Un altro piatto tipico di Rofrano è costituito dagli gnocchi (impastati la stessa miscela dei “triiddi”) con fagioli.


Crisi della castanicoltura 

Il settore castanicolo nazionale ha subito negli ultimi anni un progressivo impoverimento dovuto, in parte, dall’attacco ai castagneti nazionali del Cinipide Galligeno del castagno (mosca del castagno) e in parte al progressivo aumento della importazione di castagne dall’estero a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli riferiti al prodotto nazionale.

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Atlante della produzione di castagne in Cilento – elaborazione ART srl

Negli ultimi 3 anni tale situazione si è resa sensibile anche nel Cilento, area della provincia di Salerno a vocazione fortemente castanicola, per la quale questa concomitanza di condizioni sta determinando la fine di una lunghissima tradizione castanicola che affonda le radici nella antichissima storia di questa area.


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