GIUGNO 2017 vs 2016: UN CONFRONTO DAL SATELLITE

Da parecchi mesi, indicativamente dall’autunno dell’anno scorso, alcune zone d’Italia sono interessate da un deficit pluviometrico più o meno pronunciato. Le fotografie satellitari ad alta risoluzione (fonte Modis/NASA) ci consentono un colpo d’occhio della situazione in corso, a confronto con quella osservata l’estate passata nel medesimo periodo dell’anno.

Una delle regioni più interessate dalla carenza di piogge è la Toscana: davvero notevole il paragone visivo con giugno 2016!


Per quanto riguarda la Lombardia, sussiste invece una sensibile differenza tra:

  • la porzione alpina, le aree a nord del Po
  • quelle limitrofe o a sud del Grande Fiume.

Nelle Alpi, Prealpi e Pedemontane non si registrano – se non molto localmente – particolari problematiche di natura idrica. Lontano dai rilievi, il versante padano settentrionale (medio-alte pianure), seppur in un regime pluviometrico complessivamente inferiore alle attese, riesce tuttavia a conservare una discreta disponibilità idrica, in particolar modo grazie alla fitta rete di distribuzione che attinge ai bacini naturali ed artificiali ed ai canali da essi derivati. Le province meridionali, invece, ossia il Pavese (segnatamente il Vogherese e il medio Oltrepò), il Lodigiano, il Cremonese, la Bassa Bresciana ed il Mantovano, soffrono condizioni di deficit pluviometrico marcate o localmente severe. Le vicine province di Alessandria e Piacenza, peraltro, in particolar modo nella fascia appenninica collinare, sono alle prese con una situazione ancora più critica. L’assenza pressoché totale di invasi nella fascia appenninica, attraversata da corsi d’acqua a regime tipicamente torrentizio, non consente la mitigazione dello stress pluviometrico tramite ridistribuzione artificiale delle (poche) risorse idriche a disposizione.


Fonte: Centro Meteorologico Lombardo

Le fonti originali sono consultabili nel sito della Nasa


Le precipitazioni convettive dello scorso 14 giugno, provvidenzialmente abbondanti proprio nella fascia di territorio limitrofa al corso del fiume Po, in alcune zone hanno in parte smorzato – almeno temporaneamente – tali problematiche. Va da sé che le temperature di questo giugno, ben al di sopra delle medie stagionali, concorrono ad appesantire la situazione, determinando una maggiore richiesta d’acqua.
La tendenza meteo, almeno nel medio termine, non è positiva in tal senso. Ci attende una nuova fase molto calda ed asciutta, con eventuale instabilità relegata ai rilievi, condizione che facilmente andrà a protrarsi fino agli ultimi giorni del mese. Con l’avvento della prossima settimana, infatti, è possibile un provvidenziale ritorno delle piogge – seppur a carattere temporalesco, sparso e fugace – anche nelle pianure.
Ad oggi, purtroppo, non sembrano esserci le condizioni per una modifica significativa dell’impianto circolatorio generale, in grado di veicolare perturbazioni più o meno organizzate in sede mediterranea. E’ quindi ipotizzabile la permanenza di un tipo di tempo prettamente estivo, dominato da perentorie figure altopressorie alle nostre latitudini. Vale a dire: tanto sole, temperature tendenzialmente alte, molta poca pioggia se non episodica.

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