Quanto è importante innovare la filiera agroalimentare di montagna supportando e promuovendo le piccole realtà eroiche, aggregandole in una rete di imprese e producendo servizi per l’intero ecosistema?

“Tutto il circuito che stiamo realizzando come Butéga Vatellina parte da una profonda analisi dei bisogni dei piccoli produttori. Siamo partiti facendo un’analisi di mercato sulle piccole realtà valtellinesi, dove secondo noi risiede la grossa parte del valore del nostro territorio, e raggruppato tutte le esigenze che accomunavano molte piccole aziende, in particolare quelle in partenza. Abbiamo individuato come primo blocco l’esigenza di avere un laboratorio di trasformazione, quindi degli spazi a norma che potessero consentire certi tipi di trasformazioni e di produzioni. Abbiamo 8 (otto) micro laboratori di 50mq l’uno, che diamo in gestione ai piccoli produttori in modo tale che, non solo si agevola e si incentiva quel meccanismo di confronto, scambio e costruzione insieme, ma si dà un servizio economicamente vantaggioso per il produttore che non deve sobbarcarsi di costi e di immobilizzazzioni che difficilmente nel lungo periodo riuscirà ad assorbire con i volumi di produzione dei primi anni. D’altra parte il nostro obiettivo è dare il maggior numero di informazioni al cliente finale perché diventi sempre più consapevole, che sappia che tipo di prodotto sta consumando, o a che tipo di produzioni si sta approcciando perchè il modo migliore è quello di “toccare con mano”: vedere, conoscere, scoprire…”

Ne parliamo con Giorgio Gobetti, co-founder di Butéga Valtellina con Francesco Bondiolotti e Mattia Fendoni.