Quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori, come api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli, finanche mammiferi, per trasferire il polline da un fiore all’altro e completare la riproduzione sessuale. A loro volta, queste piante sono fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi e la conservazione delle specie e degli habitat e in generale delle diversità biologica, che rappresenta la base della nostra esistenza e delle nostre economie.

Il declino degli impollinatori è associato a una serie di fattori che spesso agiscono in sinergia tra loro: distruzione, degradazione e frammentazione degli habitat, inquinamento da agenti fisici e chimici, cambiamenti climatici e diffusione di specie aliene invasive. Inoltre, gli impollinatori sono sempre più importanti per la resilienza degli ecosistemi ai disturbi di varia natura e per l’adattamento dei sistemi di produzione alimentare umana ai cambiamenti globali.

Nella pubblicazione ISPRA, ricorrendo alla formula delle domande più frequenti, vengono presentati alcuni importanti concetti, dati e informazioni sul tema degli impollinatori e del loro declino e delle politiche e misure in atto finora e di quelle che potranno e dovranno essere messe in atto per contrastare questo grave fenomeno.

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I servizi ecosistemici di cui l’uomo e l’ambiente beneficiano ogni giorno grazie all’impollinazione sono ora a rischio poiché è in pericolo l’esistenza stessa degli impollinatori. Numerose specie impollinatrici sono infatti a rischio di estinzione, poiché l’abbondanza delle popolazioni e lo stato di salute di moltissime altre specie sono esposte a pressioni ambientali di varia natura. Una specie su dieci di api e farfalle europee è minacciata di estinzione e una specie su tre vede la propria popolazione in declino.

In tutta l’Unione Europea (UE), Regno Unito compreso, 17 milioni di alveari e 600.000 apicoltori producono ogni anno circa 250.000 tonnellate di miele. L’ UE è il secondo maggiore produttore di miele dopo la Cina, ciò nonostante ne importa principalmente dalla stessa Cina per coprire il suo fabbisogno interno. I principali paesi produttori nel 2015 sono stati Romania, Spagna e Ungheria. Negli ultimi anni gli apicoltori hanno lanciato l’allarme per la riduzione del numero delle colonie di api e per il declino delle loro popolazioni. In Italia sin dal 2003 sono stati segnalati eventi significativi di moria delle api, concentrati soprattutto in primavera, durante le fioriture, a causa dei trattamenti massivi con pesticidi operati sui suoli agricoli. I dati disponibili evidenziano infatti un aumento dal 5% – 10% al 25% – 40% nelle morti invernali delle api e crescenti morie durante il periodo primavera-estate.

Fonte: ISPRA

ISPRA (2020). Il declino delle api e degli impollinatori. Le risposte alle domande più frequenti. Quaderni Natura e Biodiversità n.12/2020. ISBN 978-88-448-1000-9, 4

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